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L'anno della malva

02.05.2017

Il concorso Balcone delle farfalle è l'occasione per presentare una pianta amica della biodiversità. Questo è l'anno della malva. 

La Malva sylvestris L. è una pianta erbacea perenne piuttosto comune, originaria dell'Europa e dell'Asia. La troviamo nei giardini come ornamentale e, in natura, ai bordi delle strade, ai margini dei boschi o nelle zone ruderali. È annuale o bienne e appartiene alla famiglia delle Malvaceae. È conosciuta per le prodigiose qualità curative: non a caso nel Medioevo e nel Rinascimento la definivano omnimorbia, cioè la panacea di tutti i mali. Oggi troviamo la malva in tantissimi prodotti curativi ed estetici.
Dotata di un fusto dritto, robusto e ricoperto di peluria, la malva può raggiungere fino a 1 metro di altezza. Le sue foglie, anch'esse tomentose, presentano margini seghettati. I fiori, che danno il nome al "colore malva" delle palette cromatiche, sono rosa tendente al viola con venature più scure. Hanno anche un'altra particolarità: sono elitropici, cioè si spostano volgendosi sempre verso il sole, proprio come il girasole,
Nella farmacopea popolare, della malva sono impiegati sia i fiori che le foglie. Ha proprietà diuretiche, lassative e sedative, idratanti, lenitive ed emollienti. è infatti da quest'ultima proprietà che deriva il suo nome generico
Malva, dal greco malakos, cioè morbido. I germogli e le foglie giovani si usano anche a scopi alimentari, crudi nelle insalatine di stagione, cotti nei minestroni. Nella storia non c'è sempre stata unanimità sugli usi e sulle proprietà della malva. Mentre nell'epoca romana, Plinio ne decantava l'azione afrodisiaca, nel Medioevo e nel Rinascimento la si usava per favorire una condotta morigerata.

Approfondimento: La malva tücc i maa i a calma. Inventario etnobotanico delle piante medicinali del Cantone Ticino, Giulia Poretti, 2011, ed. Centro di dialettologia e di etnografia con Fondazione Alpina per le Scienze della Vita e Museo cantonale di storia naturale. Il libro si può ordinare online.

Consulta le schede di Actaplantarum e di infoflora.
Foto in home: Kristian Peters