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La rosa di Natale

23.02.2018

È una delle specie dai fiori più grandi e vistosi della flora svizzera. Di solito cresce in pieno inverno, negli ultimi anni, a causa del cambiamento climatico, la si può incontrare fiorita già a fine ottobre.

È la pianta dai contrasti, l'Helleborus niger L. Fioriosce quando il resto della flora è quiescente, porta l’appellativo niger, nero, ma ha i fiori completamente bianchi, lo chiamano rosa di Natale ma con le rose non ha nulla a che vedere visto che è una Ranunculacea, e neppure con la natività, visto il suo veleno causa la morte per arresto cardiaco.
Sull'origine del nome Helleborus vi sono diverse ipotesi. Una fa risalire il nome del genere al fiume che attraversa la città greca di Antkyra, luogo in cui in Antichità cresceva l'Helleborus orientalis. Quest'ultimo, come la specie niger, si riteneva curasse la pazzia - proprietà terapeutica non confermata dalla fitofarmacologia contemporanea. L'altra ipotesi fa riferimento invece alla sua velenosità: Helleborus dal greco "hélo" (elimino, uccido) e da "borà", pasto, cioè pasto mortale, di cui appunto non cibarsi.
L’epiteto specifico niger indica il colore scuro del rizoma. In italiano porta molti nomi: elleboro bianco, elleboro o elabro nero, radice d'Ippocrate, rosa d'inverno o rosa di natale, in riferimento al periodo di fioritura.
Pianta sempreverde, erbacea, perenne, rizomatosa (provvista di un fusto sotterraneo), alta 15-30 cm, l’Helleborus niger porta fiori solitari o talvolta geminati (a due), bianchi o rosa, all’apice di fusti privi di foglie. La dimensione ragguardevole dei fiori, dal diametro fino a 8 cm, ne fa una delle specie dai fiori più grandi e vistosi della flora svizzera. Le foglie sono coriacee e persistenti, con la lamina divisa e il margine dentellato, di colore verde scuro. Le foglie nuove appaiono in primavera, subito dopo la fioritura che avviene tra la fine di dicembre e marzo.
Specie del sud e dell’est dell’Europea, è diffusa dalle Prealpi norditaliane fino alle alpi dinariche. In Svizzera cresce solo sulle montagne calcaree del Sottoceneri, dove è frequente nelle quercete, faggete e nelle foreste di carpino nero fino a circa 1000 m di altitudine. Lo troviamo infatti sulle pendici del San Salvatore, sul Monte Caslano e nei boschi attorno a Gandria.
Per la bellezza dei suoi fiori, la rosa di Natale è largamente coltivata nei giardini in climi temperati. In Ticino, pur essendo una specie non minacciata, è protetta per tutelarla dalla raccolta in natura e non può dunque essere colta, sradicata, distrutta o venduta (salvo le varietà ornamentali prodotte in vivaio).
La rosa di Natale è altamente tossica, i suoi glicosidi cardiotonici, fra cui l’elleborina, possono causare seri avvelenamenti e anche portare alla morte per arresto cardiaco.

Testo e foto: Nicola Schoenenberger

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Consulta la scheda botanica di Actaplantarum.