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Il dente di leone insubrico

16.04.2019

Specie rara con areale di ripartizione ristretto, il Leontodon incanus subsp. tenuiflorus Schinz & R. Keller è diffuso soltanto lungo il bordo meridionale delle Alpi tra la Lombardia e il Goriziano in Slovenia. La Svizzera ha un’elevata responsabilità per la sua conservazione, in ragione delle popolazioni presenti sulle rocce calcaree del Sottoceneri, come ad esempio lungo il sentiero di Gandria, dove fiorisce a inizio primavera.

Il nome del genere, Leontodon, deriva dal greco leon, leone e odon, dente e significa dente di leone in allusione al margine dentato delle sue foglie. L’epiteto specifico proviene dal latino tenuis, sottile o esile e flos, fiore, a causa delle dimensioni ridotte dei suoi capolini. In italiano si chiama dunque dente di leone a fiori esili o dente di leone insubrico, in riferimento alla sua area di distribuzione.
Pianta erbacea perenne, il dente di leone insubrico è alto 10-45 cm e provvisto di una radice a fittone verticale. Le foglie di colore verde cenere sono tutte disposte in una rosetta basale, di forma lanceolata-spatolata, munite di piccoli denti distanziati e densamente vellutate di peli ramificati. I fusti fioriferi sono privi di foglie ma muniti di qualche squama nella parte superiore. Le infiorescenze a capolino sono solitarie, di 1.5-2.5 cm, completamente gialle e reclinate verso il basso prima della fioritura. Fiorisce tra aprile e giugno.
Specie endemica delle alpi orientali, ha una diffusione limitata alle Prealpi meridionali tra la Lombardia e l’ovest della Slovenia (nei dintorni di Gorizia), da 400 a 2100 m di altitudine. In Svizzera cresce solo nei massicci calcari del Sottoceneri, dal Monte Caslano ai Denti della Vecchia e dal Monte San Giorgio al Monte Generoso. Esistono vecchie segnalazioni anche dal Locarnese e dalla Mesolcina, dove tuttavia non è più stato avvistato di recente.
Il dente di leone insubrico cresce nelle fessure delle rocce, nelle pietraie, nei prati secchi rocciosi e steppici, nei pendii soleggiati, nelle pinete montane e nei gineprai, esclusivamente su suolo calcareo. È iscritto nella Lista Rossa delle piante minacciate in Svizzera come specie potenzialmente minacciata, e nella lista delle specie per cui la conservazione è prioritaria in Svizzera, avendo il nostro paese un’elevata responsabilità per il suo mantenimento a livello internazionale.

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
Maggiori informazioni su Infoflora e Actaplantarum