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Anthericum liliago

07.06.2019

Sorprende tanto la bellezza dei vistosi fiori bianchi, quando la scarsità di letteratura scientifica sul suo conto. Ci si aspetterebbe che un tale fiore seduca più di un ricercatore botanico, eppure le informazioni sulla pianta si limitano a lacunosi dati sulla sua distribuzione e su alcune sue caratteristiche genetiche ed ecologiche.

Chiamato in italiano lilioasfodelo maggiore o giglio di San Bernardo, il nome del genere Anthericum deriva dal greco e significa stelo dell’asfodelo, mentre l’epiteto specifico liliago indica la similitudine con il giglio o Lilium. Appartiene alla famiglie delle Asparagaceae.
Specie bulbosa perenne, alta 30-60 cm, possiede foglie tutte basali, lineari, larghe 3-7 mm e lunghe 10-40 cm. I fiori sono organizzati in un lungo grappolo ascendente, possiedono sei tepali (corrispondenti a corolla e calice) bianchi, traslucidi, lunghi 15-30 mm, muniti di 6 stami e di un pistillo dall’estremità curva e ascendente. Il frutto è una capsula lunga 8-10 mm con tre logge, ciascuna delle quali contenente 3-5 semi. Fiorisce tra maggio e giugno.
L’Anthericum liliago è di origine europea ed è diffuso dalla Spagna al sud della Svezia fino ai Paesi baltici, dall’Europa meridionale fino ai Balcani, alla Turchia e alla Crimea. Specie tipica dei prati secchi, cresce anche nelle pietraie e nelle foreste rade, sui versanti assolati, fino a 1800 m di altitudine. Considerata specie poco frequente in Svizzera, è rara in molti altri paesi del suo areale di distribuzione. È protetta in 13 cantoni Svizzeri.
Specie di origine ibrida, è talvolta difficilmente distinguibile dall'Anthericum ramosum che è uno dei suoi progenitori e con il quale condivide 30 dei 60 cromosomi che costituiscono il suo patrimonio genetico. La varietà orticola Anthericum liliago ‘Major’ ha vinto, nel 1993, il prestigioso “Award of Garden Merit”, il premio al merito in orticoltura istituito nel 1922 dalla celebre Royal Horticultural Society di Londra e conferito ogni anno alle varietà che meglio si esprimono nei climi britannici.

Maggiori informazioni su Infoflora Actaplantarum.
Testo e foto: Nicola Schoenenberger