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L'Iris fiorentina

17.05.2017

Celebre per il delicato profumo di violetta, l'Iris fiorentina è visibile in questi giorni al Giardino degli odori. La scoperta, però, è che il fiore profuma di vaniglia. Ma tutto ha una spiegazione...

Benché i fiori siano maestosi, sono le radici di alcuni iris (Iris pallida, I. germanica e I. florentina) ad avere un'importanza storica nel mondo dei profumi. Il caratteristico profumo di violetta si ottiene attraverso un processo che dura almeno sei anni: tre anni è il tempo necessario a far maturare le radici e altri tre anni sono necessari per farle essiccare, periodo nel quale è massimizzato il rendimento olfattivo. Solo dopo è possibile estrarre il prezioso olio essenziale dai rizomi ridotti in polvere (detti ireos). Sin dal XVIII secolo, la polvere trova impiego in profumeria, come fissativo nei potpourri, in cosmetica (soprattutto nelle ciprie), nella preparazione di dentifrici e nell'industria alimentare. Un tempo frammenti di radice erano utilizzati per profumare la biancheria. Si racconta che il profumo dell’iris fosse il preferito di Caterina de' Medici. Portò con sé in Francia i segreti di quell’essenza odorosa che in seguito prese il nome di Eau de la reine, acqua della regina. L’essenza di iris è tra le più costose usate in profumeria, non solo perché il procedimento di estrazione è laborioso, ma anche perché la resa è molto bassa: da circa 1000 Kg di rizoma fresco si ottengono 250 Kg di prodotto essiccato per poi giungere a 2 litri di olio essenziale.