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Un fiore bianco sulle rocce

13.04.2017

Basta alzare lo sguardo verso le falesie calcaree che sovrastano il Sentiero di Gandria per scoprire il pero corvino.

Il pero corvino (Amelanchier ovalis Medik.) è senza dubbio una delle specie legnose più belle della Svizzera. Tra maggio e aprile fiorisce generosamente e i suoi grandi fiori bianchi che precedono lo sviluppo delle foglie, il suo portamento cespuglioso e l’abitudine di crescere sulle pareti rocciose, in punti molto esposti, lo rendono visibile da lontano. Per scovarlo al Sentiero di Gandria, basta alzare lo sguardo verso le falesie calcaree che sovrastano il cammino.
Il nome Amelanchier deriva dal temine gallico “amelanco” (piccola mela), usato nella Savoia e nella Provenza per indicare il nespolo che, come il pero corvino, è un arbusto della famiglia delle Rosaceae. L’epiteto specifico ovalis, si riferisce invece alla forma ovale delle sue foglie. Anche il nome tedesco Felsenmispel si rifà al nespolo, mentre in Austria viene chiamato, in maniera più poetica, Edelweissstrauch.
L’Amelanchier ovalis è un arbusto alto fino a 3 m, privo di spine, dalle piccole foglie ovali e dentellate lunghe da 2 a 4 cm e, quando sono giovani, dalla pagina inferiore grigia e tomentosa (dotata cioè di una fitta pelosità lanuginosa). I fiori sono vistosi, bianchi, hanno 5 petali lunghi e lanceolati e sono riuniti, sui giovani rami, in 3-6 in pannocchie terminali. Il frutto globoso, nero-bluastro, è un piccolo pomo dal diametro che può arrivare fino a 1 cm ed è carnoso. Dal gusto simile alla pera o al fico, è commestibile anche se non molto appetibile data l'abbondanza di semi e la scarsità di polpa. Gli uccelli tuttavia ne vanno ghiotti e ne assicurano la dispersione.
Il genere Amelanchier comprende una ventina di specie di arbusti o alberi essenzialmente nord-americani. L’unica specie spontanea in Europa è proprio Amelanchier ovalis, di origine mediterranea e diffusa in Europa meridionale, nord Africa e Asia minore. Si spinge a nord fino in Belgio e Germania centrale e a est fino in Polonia e Romania. Tenace pioniere su suoli minerali privi di humus e nutrienti, il pero corvino cresce sui pendii rocciosi calcarei, aridi e caldi, fino a 2000 metri di altitudine grazie alla capacità di resistere bene anche ai geli.
Dell’Amelanchier ovalis si facevano mille usi. I frutti possono essere usati per preparare marmellate, conserve e per aromatizzare la grappa, e dal suo nettare si ricava un ottimo miele. Le sue foglie e la sua corteccia, preparate in infuso, hanno proprietà antipiretiche, antinfiammatorie, antireumatiche, astringenti, diuretiche e ipotensive. Per le sue proprietà officinali veniva coltivato negli orti dei monasteri medievali. Il suo legno era usato per fare manici per attrezzi, e, tornito, per produrre oggetti pregiati. Contemporaneamente forniva un ottimo legno da ardere, usato sin dal paleolitico. Rametti, foglie e cortecce venivano infine usati per tingere i tessuti o la lana.

Consulta la scheda di Actaplantarum.
Guarda la scheda di infoflora con la distribuzione in Svizzera.

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
Foto dei frutti: Giuliano Salvai, Actaplantarum