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L'erba dei vanitosi (Buglossoides purpurocaerulea)

29.05.2018

La si nota per il bellissimo colore delle corolle che da porpora sfuma nell'azzurro-violaceo. Ma è per il pigmento rosso estratto dalle radici che, fin dall'antichità, era nota e apprezzata per l'uso cosmetico.

Tanto impronunciabile e altisonante il suo nome, quanto caratteristico il suo fiore. Specie rara, fiorisce sporadicamente al Sasso di Gandria, proprio a bordo sentiero, dove spesso, malgrado il divieto, si fa strappare dai passanti. Non a caso è definita l’erba dei vanitosi, nota agli amanti delle tinture per il pigmento rosso estratto dalla sua radice, usato in antichità come cosmetico e per tingere la lana. Le proprietà tintorie delle radici accomunano questa specie ad altre rappresentanti della famiglia delle Boraginaceae, alla quale anche essa appartiene.
Chiamata comunemente erba-perla azzurra o migliarino violaceo, il suo nome botanico, Buglossoides purpurocaerulea I.M.Johnst., deriva da bus (bue) e glossa (lingua) in allusione all’apparenza ruvida delle sue foglie simili alla lingua di un bue. L’epiteto purpurocaerulea si riferisce alla variazione del colore dei fiori che, con il progredire della fioritura, da rosso porpora sfuma nell’azzurro cupo o ceruleo, caratteristica comune di molte Boraginaceae. Il nome volgare (erba-perla) accenna, in egual modo al sinonimo latino della specie Lithospermum (seme di pietra) dovuto ai suoi semi durissimi e perlacei simili a sassolini levigati.
Pianta erbacea perenne alta da 20 a 70 cm, possiede fusti pubescenti, eretti, ramificati e molto fogliosi. Le foglie sono intere, lanceolate e acuminate (cioè con un apice acuto), hanno il picciolo molto corto o quasi assente (sono subsessili), coperte da peli ruvidi e con la nervatura mediana sporgente nella pagina inferiore. I fiori sono riuniti in grappoli attorcigliati unilateralmente, organizzati in infiorescenze dette scorpioidi (a coda di scorpione) tipiche delle Boraginaceae. Il calice è persistente e la corolla, lunga fino a 2 cm è a tubo, come detto dapprima di colore rosso-porpora, poi blu-violacea. Il mutamento cromatico è dovuto al cambiamento del pH nelle cellule dei fiori: da giovani sono acide e i pigmenti risultano rossi, invecchiando diventano neutre e i pigmenti virano al blu. Ogni fiore può produrre quattro nucule (frutti) disposte a quadrato, di 3-4 mm, ovoidi e di consistenza lapidea, bianche, liscee lucenti. La durezza del frutto è dovuta all’abbondante presenza di carbonato e silicato di calcio. Fiorisce da aprile a giugno.
Specie originaria dall’Asia occidentale e dall’Europa meridionale che sopporta bene i climi continentali steppici, l’erba-perla azzurra è diffusa dalla Spagna al Caucaso e a nord fino in Germania e in Gran Britannia, dove tuttavia è assai rara. In Svizzera è iscritta nella Lista Rossa delle piante minacciate d’estinzione come potenzialmente minacciata ed è protetta nei cantoni Argovia, Basilea Campagna, Ginevra, Giura, Neuchâtel, Sciaffusa, e Vaud. Specie caratteristica dei querceti cespugliosi con roverella e rovere, cresce sporadica su terreni aridi e calcarei fino a 1000 m di altitudine.
All’erba-perla azzurra sono attribuite proprietà antiossidanti ed epatoprotettive, mentre l’alcannina, pigmento rosso contenuto nelle sue radici, veniva utilizzato in antichità per tingere la lana. Pare che i greci usassero questa polvere rossa per farsi belli. L’alcannina è usata ancora oggi come colorante alimentare e nella cosmesi, per esempio, come alternativa all’henné per tingere i capelli.
Testo e foto: Nicola Schoenenberger
Maggiori informazioni: Actaplantarum e Infoflora.