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L'iva ginevrina

31.05.2019

Nel nome porta la città di Ginevra, ma è di origine euroasiatica. È una specie pioniera dei prati secchi, delle vigne e delle scarpate, principalmente su suolo calcareo. La troviamo lungo il Sentiero di Gandria.

È curioso che svariate specie portino il nome di centri urbani, ambienti poco naturali per eccellenza. Di fatto queste piante sono dedicate a città dove sorgono storici istituti di botanica o importanti giardini botanici. Alcune di esse sono celebri, come l’Iris florentina, simbolo di Firenze da oltre mille anni, raffigurata persino sul gonfalone della città, oppure la Verbena bonariensis, cioè di Buenos Aires, coltivata anche nelle aiuole in Ticino e invasiva in molte aree del mondo. La città di Ginevra con il suo importante giardino botanico, deve accontentarsi di una sola specie a lei dedicata: è l’Ajuga genevensis L. o iva ginevrina.
Il nome generico di questa rappresentante della famiglia delle Lamiaceae deriva dal latino jugum, giogo, preceduto dalla a- privativa che indica l’assenza del labbro superiore nella corolla. L’epiteto specifico proviene da Genève, il nome della città di Ginevra. In italiano è chiamata iva ginevrina o bugola di Ginevra.
Pianta erbacea perenne, alta 15-40 cm, l’iva ginevrina è dotata di fusti quadrangolari eretti e pelosi sui quattro lati. Le foglie opposte sono picciolate e a forma di spatola nella porzione basale del fusto, mentre quelle apicali, situate nell’infiorescenza, sono sessili, nettamente dentate a trilobate e spesso slavate di blu scuro. Durante la fioritura le foglie basali sono generalmente distrutte. I fiori, lunghi 15-18 mm, sono di colore blu intenso e disposti in pseudo verticilli formanti una spiga diradata. Fiorisce da aprile a giugno.
L’iva ginevrina è di origine euroasiatica ed è diffusa principalmente in Europa centrale e orientale, dalla Francia fino in Turchia e nel Caucaso. Verso est e verso sud, ha una distribuzione fortemente disgiunta con areali di diffusione non contigui fra di loro. In Svizzera è poco frequente e diffusa principalmente lungo l’arco giurassiano e nelle vallate alpine. Negli Stati Uniti esistono popolamenti inselvatichiti, dovuti all’introduzione come specie ornamentale.
Specie pioniera dei prati secchi, delle vigne e delle scarpate di sentieri, predilige suoli calcarei relativamente aridi e poveri di azoto, in zone calde, dalla fascia collinare fino a circa 1800 m di altitudine.
L’iva ginevrina è coltivata come pianta ornamentale nella sua forma selvatica o a fiori rosa. Nella medicina tradizionale austriaca veniva usata in tisana contro disturbi respiratori, mentre nel medioevo era impiegata contro le emorragie e la diarrea. Ancora oggi è usata in omeopatia per curare le ulcerazioni della cavità boccale e l’angina. Trova impiego anche nella medicina veterinaria. Per la sua abbondante produzione di nettare è considerata una buona pianta mellifera.

Foto e testo: Nicola Schoenenberger
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