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La lunaria annua

16.04.2019

Gli alchimisti credevano potesse trasformare il mercurio in argento, i francesi la chiamano moneta del papa e per gli anglosassoni è simbolo di benessere e prosperità. Scappata dai giardini nei quali è coltivata come pianta ornamentale, dalle nostre parti la Lunaria annua L. è inselvatichita e colonizza bordi di strade e sentieri. Alcuni ne mangiano le foglie in insalata o impiegano i semi, ricchi in sostanze benefiche per il cervello, per preparare salse piccanti simili alla senape.

Chiamata in latino erba d'argento o lunaria meridionale, il nome del genere si rifà ai grandi frutti circolari, bianco argentei a maturità, che ricordano la luna piena. Il nome specifico si rapporta al ciclo vitale annuale. Sempre a causa dei suoi particolari frutti, in francese si chiama "monnaie-du-pape" o "médaille de Judas", in spagnolo "planta de la plata", mentre in tedesco "Judas-Pfennig" o "Silbertaler". Appartiene alla famiglia delle Brassicaceae.
Pianta erbacea annuale alta 30-120 cm e ramificata in alto, la lunaria meridionale possiede grandi foglie basali, lunghe fino a 15 cm con lamina ovale a base cordata, e apice acuminato con un margine a dentelli triangolari e irregolari. Le foglie superiori sono più piccole e sessili (inserite direttamente sul fusto e quindi prive di picciolo). I fiori sono piuttosto grandi, muniti di petali lunghi 15-20 mm, di colore porpora, rosa o talvolta bianco. Come tutte le Brassicaceae presenta quattro petali a croce e sei stami, di cui quattro centrali più lunghi e due laterali più brevi. I frutti, ellittici o pressoché circolari, sono lunghi fino a 6 cm, larghi fino a 3 cm e fortemente compressi. Le valve del frutto sono trasparenti e, quando cadono a maturità sollevandosi dal basso verso l’alto per disperdere i semi appiattiti, svelano un setto trasversale persistente e cartaceo dall’aspetto di una moneta argentea o madreperlata. Fiorisce tra aprile e maggio.
Specie originaria dall’Europa sud orientale, è presente allo stato spontaneo in tutte le regioni d’Italia e nella penisola balcanica fino in Grecia. Introdotta come specie ornamentale in molte aree del mondo, si è inselvatichita in quasi tutta l’Europa fino al sud della Scandinavia, negli Stati Uniti, in Giappone e in Oceania. Al Sentiero di Gandria è presente ormai da decenni. La lunaria meridionale predilige suoli argillosi abbastanza profondi e ricchi in azoto, cresce nelle vegetazioni disturbate presso i villaggi, al bordo di strade, sentieri e nelle discariche, fino a circa 900 m di altitudine.
La pianta è utilizzata principalmente come specie ornamentale per la bellezza dei suoi fiori e nelle composizioni di fiori secchi a causa dei suoi frutti attrattivi. Le foglie della lunaria meridionale si prestano per la preparazione di insalata avendo un retrogusto di cavolo e sono ottime se abbinate alla ricotta. Il gusto dei fiori è più intenso e simile al rafano, mentre si possono usare i semi per preparare una senape artigianale. I semi sono anche particolarmente ricchi di acido nevronico, un acido grasso presente anche nel latte materno, componente importante dei muscoli e del sistema nervoso. Per questo motivo favorisce la salute mentale e se ne studiano eventuali applicazioni per il trattamento di malattie neurologiche degenerative come ad esempio il morbo di Alzheimer o la sclerosi multipla. Gli alchimisti la chiamavano erba luna e, poiché la luna in alchimia è sinonimo di argento, credevano che potesse trasformare il mercurio in argento. Per gli anglosassoni, invece, è simbolo di prosperità e benessere.

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
Maggiori informazioni su Actaplantarum e Infoflora