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L'erba di San Pietro

11.09.2017

In questo grigio autunno, un fiorellino giallo illumina il Giardino degli odori, è il Tanacetum balsamita, non a caso coltivato nell'aiuola delle curiosità.

Nel Medioevo, a causa delle sue proprietà repellenti, le foglie del Tanacetum balsamita venivano usate come segna libro nella Bibbia per tenere lontano dalle sue pagine gli insetti divoratori quali tarli, pesciolini d'argento e pidocchi. Potrebbe essere a questo uso che deve i suoi nomi volgari erba di San Pietro (protettore della Chiesa) o erba Bibbia. Anche se di nomi e di proprietà ne ha molti altri ancora: erba amara balsamica, erba buona, erba della Madonna, erba di Santa Maria, erba romana, fritola, menta greca, menta romana. 
L'epiteto del genere, Tanacetum, deriva dal greco "athanasía" che significa immortalità, e quello della specie, balsamita, sempre di etimologia greca, indica il profumo balsamico con note di menta e limone emanato da tutta la pianta.
Appartenente alla famiglia delle Asteraceae (dove troviamo anche camomille, margherite e prataiole), il Tanacetum balsamita, in origine, proveniva dall'Asia occidentale e dal Caucaso. È stato introdotto in Inghilterra nel XVI secolo e si diffuse presto nei giardini di tutta l'Europa, nelle cui regioni meridionali, oggi, cresce spontaneamente. Predilige gli incolti.
Questa pianta aromatica perenne ha steli ramificati che possono raggiungere 120 centimetri di altezza. Le sue foglie, di un verde vivo argenteo, hanno forma ellittica e sono caratterizzate da un profilo finemente dentato. A fine estate, è possibile ammirare i suoi timidi fiorellini gialli, radunati in piccoli capolini dai 5-6 mm di diametro, raggruppati a loro volta in corimbi. Dai fiori avranno origine i frutti: acheni allungati, coronati da una membrana. Della pianta si usa tutto: foglie, fiori e frutti.
Il Tanacetum balsamita si coltiva per le sue proprietà officinali e per il profumo delle sue foglie. È utilizzato in cucina per assaporare pietanze quali insalate, minestre (quella di zucca in particolare), la composta di mele o di pere, la macedonia, le tisane, il famoso tortello amaro di Castel Goffredo e le frittate cui conferisce un sapore simile alla menta ma tendenzialmente più amaro. Non a caso in francese è anche chiamato herbe à omelette. Le parole della canzone di Giorgio Conte, L'erba di San Pietro (1987), ricordano proprio questo particolare impiego: "fammi la frittata con l'erba di S. Pietro. Sarà una cannonata, un bel tuffo all'indietro (...). Senti che profumo che ha l'erba di S. Pietro. Quanti bei ricordi che si trascina dietro”. Il Tanacetum balsamita è anche utilizzato per apportare un aroma speziato alla birra, pratica sottolineata dal nome inglese “alecost”, da ale che significa birra. Al palato di molti, il profumo dell'erba di San Pietro ricorda la gomma da masticare all'aroma mentolato.

Scheda realizzata con Muriel Hendrichs
Foto: Muriel Hendrichs