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La cicerchia primaticcia

18.04.2017

È una pianta comune con un fiore molto grazioso, ma i suoi semi, se ingeriti in quantità, possono provocare una grave malattia: il latirismo, causa di morte del famoso avventuriero Christopher McCandless, la cui storia è narrata dal film Into the Wild.

A primavera, nelle zone boschive del Sentiero di Gandria, si scovano facilmente i fiorellini multicolore della cicerchia primaticcia (Lathyrus vernus (L.) Bernh.), una pianta comune con grandi implicazioni. Come indica l’epiteto specifico vernus (cioè primaverile), il Lathyrus vernus è una pianta precoce. Sembra che la denominazione del genere, derivata dal greco lathyros, richiami sue presunte proprietà afrodisiache e indichi sia una leguminosa non meglio identificata, descritta da Teofrasto, che la sostanza eccitante da essa estratta.
Con circa 160 specie, il genere Lathyrus è relativamente numeroso, vi appartengono 52 specie in Europa e una quindicina in Svizzera. Parecchie specie sono coltivate come ornamentali e alcune furono addomesticate per scopi alimentari, come la cicerchia (Lathyrus sativus L.), apprezzata in asia e Africa orientale.
Pianta erbacea rizomatosa (con un fusto sotterraneo) perenne, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, il Lathyrus vernus possiede fusti eretti e angolosi, alti da 20 a 40 cm. Le foglie, composte e paripennate, hanno da 2 a 4 paia di foglioline ovali. Il viticcio, struttura comune in molte cicerchie e veccie rampicanti, è ridotto a un lungo mucrone. I fiori papilionacei sono raggruppati a 3-7 in grappoli lungamente peduncolati e possiedono corolle viola porpora che, col tempo, diventano azzurrine livide con ali bluastre. Il frutto è un legume piatto di color bruno.
Lathyrus vernus è un elemento eurosibirico, molto diffuso nelle foreste di latifoglie preferibilmente su suoli calcarei, che si estende dalla Francia alla costa pacifica siberiana, fino a 1800 metri di altitudine. Possiede una sottospecie, Lathyrus vernus subsp. gracilis (Gaudin) Arcang., a distribuzione sudalpina, presente anche nei boschi sopra Gandria, che differisce dalla sottospecie tipica (Lathyrus vernus sensu stricto) per le sue lunghe foglie lineari, larghe solo da 2 a 5 mm.
A causa della loro struttura, i fiori possono essere impollinati solo da insetti abbastanza forti, in particolare bombi e api selvatiche e domestiche, a cui fornisce uno dei primi nettari in primavera. Alcuni bombi, per risparmiarsi la fatica di aprire il fiore scartando i petali, bucano la corolla lateralmente per compiere quello che tecnicamente viene chiamato "furto di nettare", tramite il quale collezionano nettare senza prestare il servizio di impollinazione alla pianta. Guardando da vicino, non è raro osservare le tracce di questi furti con scasso.
I semi delle cicerchie contengono degli aminoacidi tossici, se ingeriti in quantità, provocano una grave malattia chiamata latirismo, una sindrome neurotossica caratterizzata da convulsioni e disturbi nervosi comportamentali che portano fino alla paralisi degli arti. Durante le carestie causate dalla guerra d’indipendenza spagnola contro Napoleone, la cicerchia fu utilizzata come cibo dalle povere genti. Il latirismo che ne conseguiva fu ritratto nella famosa acquatinta di Francisco de Goya intitolata Gracias a la Almorta (Grazie alla cicerchia), elaborata nella serie Desastres de la Guerra tra il 1810 e il 1814. Più recentemente, nel 1992, il latirismo causò la morte, in Alaska, del famoso avventuriero americano Christopher McCandless, la cui storia è narrata dapprima nel libro e poi nel film intitolato Into the Wild.

Consulta la scheda di Actaplantarum; guarda la scheda di infoflora con la distribuzione in Svizzera.

Testo e foto: Nicola Schoenenberger
Foto di Lathyrus vernus subsp. gracilis: Alessandro Federici Actaplantarum